
Il pastel è il re delle feiras di San Paolo: una sfoglia sottilissima, fritta al momento, con il ripieno ancora fumante.
Una storia, due versioni
La versione più raccontata lo fa nascere negli anni Quaranta a Santos, tra i discendenti degli immigrati giapponesi. Avrebbero adattato ingredienti brasiliani a due piatti asiatici: gli involtini primavera (harumaki) e i ravioli gyoza. Nell'impasto, al posto del sake, sarebbe entrata la cachaça, più economica e facile da trovare.
Un racconto molto citato aggiunge che, durante la Seconda guerra mondiale, per evitare i pregiudizi contro i giapponesi, molti si presentarono come cinesi. Le fonti però non concordano e nessuna indica un inventore.
C'è anche un'altra ipotesi: la pasta fritta ripiena sarebbe arrivata con i colonizzatori europei. Gli esperti avvertono però che i fritti portoghesi, pur esistendo da secoli, non sono la stessa cosa.
Alla feira
Dagli anni Quaranta il pastel si è diffuso a San Paolo e poi a Rio de Janeiro e Belo Horizonte. Le feiras livres, i mercati rionali all'aperto, esistono a San Paolo dal 1914. Oggi il pastel si mangia lì, di solito con un bicchiere di caldo de cana, il succo di canna da zucchero: un abbinamento che si attribuisce ai venditori giapponesi-brasiliani.
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